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» Nuovo protocollo d'intesa per le antenne della Collina Torinese «

Nuovo capitolo della questione dell’elettrosmog causato dai ripetitori di Superga e del Colle della Maddalena. In seguito ad un protocollo di intesa, stilato tra la Provincia e la maggior parte delle emittenti radiofoniche e televisive coinvolte nella questione, le antenne verranno convogliate e monitorate su due torri auto portanti da 140 metri, da realizzarsi entro il 2010. Il problema riguarda in particolare i comuni di Moncalieri e Pecetto, con riferimento al "Colle" e Torino per quanto attiene a Superga.

Le emittenti parteciperanno, tramite un consorzio,  alla progettazione e alla gestione degli impianti. 
 

 
L'accordo porterà ad una soluzione del problema?
Lo abbiamo chiesto a Vittorio Bianco del circolo Ecopolis Legambiente di Torino.
“Difficile dare un giudizio definitivo, non disponiamo dei dati completi dell'impianto; sicuramente potrà risolvere il problema per l'area Superga, ma il rischio che alla Maddalena le criticità permangano è elevato”
 
Crede ci vorrà molto tempo?
“E' possibile, anche perché di mezzo c'è l'insediamento della nuova giunta, un cambio di assessori... annunciando la firma del protocollo è stato promesso un bando entro fine anno, ma non c'è la certezza.
Vorrei credere che i tempi saranno brevi ma la questione è annosa e dunque è difficile pensare a un'improvvisa accelerazione”.

Attualmente le emissioni sono molto pericolose?
“Sono al di sopra dei limiti di legge, e i limiti di legge sono stati fissati in base a principi di cautela per la salute umana. Questo vuol dire che al momento la salute umana non è tutelata”.

Quali danni alla salute potrebbero causare?
“I dati in letteratura sono contrastanti, nel senso che sono accertati effetti acuti legati a livelli molto alti, molte volte superiori ai limiti i legge, ma non c'è concordia tra gli studiosi sugli effetti cronici a livelli meno elevati; non è provato, per intenderci, un legame di causa effetto con l'insorgere di tumori, se è questo che intende. Non è provata per contro neppure l'assenza di un nesso di causalità. Nel dubbio bisognerebbe applicare il principio di cautela, che è appunto quanto fa la legge italiana nell'individuare i limiti. Questi limiti però nel nostro caso non vengano rispettati. Il principio di cautela dovrebbe poi spingere non solo a rispettare i limiti, ma ad assicurare la minima esposizione possibile. In questo senso la legge è deficitaria, in quanto se vengono rispettati i limiti diventa estremamente difficile per un'amministrazione che intenda minimizzare l'esposizione della popolazione negare il permesso a chi vuole insediare nuovi impianti. C'è poi da dire che sono documentati casi di ipersensibilità ai campi elettromagnetici: ci sono individui che, anche a valori inferiori al limite accusano malesseri quali disturbi del sonno, nausee, cefalee. Persone con questo genere di sensibilità che si trovassero a vivere nei pressi di Superga e della Maddalena soffrirebbero un grave malessere”.

Ne hanno già causati molti?
“Come detto è difficile stabilire nessi di cause ed effetto, un condominio posto nelle vicinanze registra comunque un'incidenza particolarmente alta di patologie (cancro, leucemie), è stato soprannominato tristemente condominio della morte".

Quali sono le zone più a rischio?
“Maddalena, Eremo, Superga, sono le principali aree del torinese in cui si hanno frequenti superamenti dei limiti”.

Avete delle iniziative in programma in tal senso?
“Forniamo, attraverso i circoli e il coordinamento interregionale, costante supporto ai cittadini nelle loro richieste di informazione e di tutela, spiegando quali sono gli strumenti (pochi) che la legge mette a disposizione del cittadino che si vuole autodifendere. E facciamo tutta la pressione possibile sui decisori e gli organi di controllo perché vengano prese tutte le misure a difesa dei cittadini. Tutto questo tenendo presente i nostri limiti: siamo un'associazione di cittadini, di volontari, e non un ente con potere di decisione o di controllo. La nostra forza viene unicamente dai nostri soci”.
                                                                                          
Noria Nalli


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