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» Intervista alla Dott.sa Carla Napoli «
 
Da quanto tempo opera questo servizio, con che orario e a quali paesi è rivolto?
“Il Centro d’ascolto è aperto dal settembre 2007 e si rivolge alla città di Chieri ed a tutti i comuni limitrofi . Noi tendiamo ad accogliere tutte le persone che si presentano: Se si presentasse qualcuno residente a Moncalieri, ad esempio non lo escludiamo perché pensiamo che forse qualcuno preferisce allontanarsi un po’ dal proprio territorio, dati i delicati temi trattati. L’unico limite che poniamo, pur essendo molto flessibili anche nel prolungamento degli orari, è quello relativo alla possibilità reale di seguire con la profondità dovuta le persone”.
 
Quante persone ci lavorano e qual è la loro preparazione professionale ?
“Attualmente ci lavorano sette persone: cinque psicologhe, un counselor ed una counselor legale”
 
A chi si rivolge in particolare?
“A tutte le persone vittima di mobbing o di qualche tipo di violenza, come recita il nostro volantino”.
 
Fino a questo momento è stato molto frequentato?
“Direi di sì ed è stato molto alto il numero di colloqui effettuato”
 
Per quale tipologia di situazioni?
“Nell’ultimo periodo abbiamo avuto un aumento dei casi di mobbing o presunto tale mentre in passato abbiamo seguito situazioni legate alla violenza prevalentemente psicologica presente nelle coppie e nelle famiglie . I casi di violenza fisica sono stati solo tre”.
 
Più da donne italiane o straniere?
“Innanzi tutto va detto che, pur essendo uno sportello teoricamente aperto anche agli uomini, fino ad ora nessuno si è presentato. Le donne che sono venute allo sportello di Chieri sono italiane, tranne una ( donna di 32 anni europea per un caso di violenza fisica che necessitava di aiuto concreto trasformatosi poi nel bisogno di supporto psicologico).
 
Di che età e fascia sociale/istruzione?
“Età 25- 55 annni con prevalenza fascia 30-50 anni- L’istruzione delle persone varia, ma tutte hanno almeno una licenza di scuola media, alcune sono diplomate altre laureate il loro livello sociale varia dall’operaia qualificata alla impiegata”.
 
Più sposate con figli?
“Si abbiamo incontrato prevalentemente donne sposate con figli”.
 
Il dato della maggioranza di maltrattamenti tra le mura domestiche, che emrge in molte ricerche sull’argomento, è confermato dai vostri contatti?
“Se si escludono i casi di mobbing, che avvengono sul lavoro, tutte le situazioni che abbaiamo accolto riguardano conflitti consumati tra le mura domestiche”.
 
E' la prima volta che a Chieri si istituisce un servizio di questo genere?
“Si è la prima volta e noi cerchiamo di lavorare in rete con i centri per l’impiego, i medici, l’Asl , i servizi sociali, le forze dell’ordine ecc”.
 
Dove e come è stato pubblicizzato?
“E stata fatta  una conferenza stampa nell’aprile 2007 in Municipio a Chieriedè stata realizzata una serata a Chieri, nel mese di settembre, prima dell’apertura della sede per ragionare i sul tema della violenza con un piccolo spettacolo teatrale e poi con l’illustrazione del servizio delle Sportello effettuato dalla sottoscritta. Sono stati inoltre distribuiti volantini”.
 
C'è reticenza oppure le donne si confidano senza troppi problemi?
“Il fenomeno della violenza è negato e le prime persone che lo fanno sono le vittime di violenza . E’ molto difficile riconoscere a sé stessi di essere stati vittima di violenza . Sono poche le donne che arrivano al centro con la volontà di denunciare o di raccontare gli episodi di cui sono state vittime . In generale si avvicinano per situazioni di disagio familiare e poco a poco emerge la sofferenza e le violenze subite . E per questo che ho scelto di avere del personale competente e formato in ambito psicologico perché solo chi ha effettuato un percorso di analisi, è personale in grado di ascoltare ed aiutare le persone, che hanno subito qualche tipo di violenza”.
 
Sono state denunciate violenze sui luoghi di lavoro ?
“Per ora no”.
 
E ' opinione comune che Chieri sia una realtà di "benessere" e quindi estranea a queste dinamiche di violenza sessista.
“Questo è ovviamente falso, perché il disagio all’interno delle famiglie è profondo, esiste una cultura di dominanza del maschio sulla donna da cui scaturisce la sofferenza delle donne e che può essere la causa scatenante della violenza”.
 
Cosa si dovrebbe fare per potenziare il servizio?
“Organizzare insieme ad altre associazioni dei momenti dedicati alla prevenzione che esamino in profondità il rapporto tra i sessi e le dinamiche familiari”.
 
Lo sportello è legato ad altre realtà tipo assistenza sociale o altro?
“Legato propriamente no, ma come detto prima, lavoriamo in rete con i servizi “.
 
Noria Nalli

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